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La casa è la terza pelle dell'uomo.

Karl Ernst Lotz

 

 

Progetto Energia

BIOARCHITETTURA
Si definisce Bioarchitettura l'insieme delle discipline che attuano e presuppongono un utilizzo razionale e sostenibile delle risorse ambientali, conciliando e integrando le costruzioni alle preesistenze ambientali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura, praticando i principi della sostenibilità, ha l'obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l'ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future.

Alcuni dei principi progettuali alla base della bioarchitettura sono:
- ottimizzare il rapporto tra l'edificio ed il contesto nel quale viene inserito. attraverso la comprensione ed il rispetto del genius loci - lo spirito del sito;
- privilegiare la qualità della vita ed il benessere psico-fisico dell’uomo;
- salvaguardare l'ecosistema;
- impiegare in modo sostenibile le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima);
- non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti);
- concepire edifici flessibili ad eventuali rimozioni, sostituzioni o integrazioni degli impianti, e a possibili ampliamenti o cambiamenti di destinazione d'uso;
- prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili;
- utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale.

Il primo passo è un'oculata scelta dell'area in cui s'intende costruire - naturalmente per chi se lo può permettere. E' indispensabile analizzare la morfologia del terreno, la distribuzione delle acque e dei venti e il percorso del sole. Importante verificare l'assenza di campi magnetici o l'assenza di rocce vulcaniche. Progettare il riutilizzo delle acque bianche, costituite da acqua meteorica (pioggia, neve e grandine): serviranno per gli scarichi del water e per l'irrigazione del giardino.
Una delle regole dell'architettura ecologica è costruire una casa che "respiri", si recuperano così materiali che venivano utilizzati nel passato, come i mattoni d'argilla, i quali assorbono l'umidità interna in eccesso, o come il legno; pareti costruite con questi materiali riducono le escursioni termiche.

Al bando poi tutti quei prodotti che emettono sostanze dannose per la salute come poliuretano, formaldeide, solventi sintetici e piombo.
Altra parola d'ordine è risparmio ed efficienza energetica. Grazie ad un adeguato isolamento termico, il calore interno alla casa non 'esce' dai muri. E' il famoso 'cappotto', meglio se costituito da fibra di legno, sughero, canne palustri o materiali come la legnomagnesite o il cementolegno. Composti in parte provenienti da scarti di lavorazione industriale o da riciclaggio.

Il riscaldamento e l'impianto elettrico fanno la parte del leone: con un impianto a pavimento si evita la creazione di moti convettivi o sbalzi di temperatura e si utilizza acqua a 42 gradi centigradi, a differenza dei 75 gradi richiesti dai normali termosifoni. Si può arrivare a risparmiare ogni anno un 20-25% sui costi di gestione.

A chi non piace un fuoco acceso anche in appartamento? E' possibile installare una stufa a pellet: un combustibile composto da scarti di lavorazione del legno e residui agricoli. Ecologico e conveniente.

Per la produzione di acqua calda ci si può affidare ai pannelli solari: per una famiglia di quattro persone sono sufficienti 4 metri quadri di pannelli e un serbatoio con una capacità di 200-280 litri; nei mesi invernali e nelle giornate meno soleggiate, contribuirà per almeno il 55% a scaldare l'acqua per uso sanitario e per almeno il 10% al riscaldamento.

Una valida alternativa per l'approvvigionamento energetico è l'installazione di pannelli fotovoltaici, in grado di convertire la luce solare in energia elettrica: un kit fotovoltaico da 2,5 kWp costa circa 13 mila euro, compresa l'installazione, riducendo la bolletta per l'elettricità di una famiglia media a soli 100 euro l'anno. Per l'installazione di pannelli fotovoltaici sono previsti finanziamenti o contributi regionali - grazie all'ormai famoso 'Conto Energia'.

 

 

FONTI RINNOVABILI

PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI O ASSIMILATE
Sono considerate rinnovabili le seguenti fonti:
L’energia solare;
L’energia eolica;
L’energia idraulica;
L’energia geotermica;
Le biomasse.

Tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza nominale fino a 20 kW sono esenti dal pagamento dell’imposta erariale (UTF).

ENERGIA SOLARE
Per lo sfruttamento dell’energia solare si utilizzano sistemi normalmente definiti passivi o attivi.

I sistemi passivi sono quelli che si avvalgono di mezzi e accorgimenti strettamente integrati negli edifici e che per il loro funzionamento non richiedono fonti di energia esterne. Ad esempio, sono quelli che prevedono l’uso di serre, lucernari,frangisole, superfici riflettenti, oppure strutture ad elevata inerzia termica, quali i muri di Trombe, i muri a cambiamento di fase e le pareti ad acqua.
I sistemi attivi sono, invece, quelli che si avvalgono di veri e propri impianti tecnici di supporto, con mezzi per captare, convertire, trasportare e utilizzare l’energia solare. Sono, in pratica i sistemi a pannelli fotovoltaici e termici.

SOLARE FOTOVOLTAICO
I pannelli fotovoltaici servono per produrre energia che viene poi immessa nella rete elettrica sia per la vendita diretta (sistemi con potenza > 20 kW) oppure restituita in conto energia all’utente (sistemi con potenza < 20 kW).
Per questi ultimi, In sostanza succede che il privato produce energia con un impianto “casalingo” che non è in grado di conservare, e dato che produzione e consumi raramente coincidono (si produce di più nelle giornate di pieno sole- si consuma di più la sera quando il sole non c’è), si immette in rete tutto ciò che si produce. In questo caso il GSE (gestore dei servizi elettrici) si incarica di conservare e di restituire l’energia per l’utilizzo quando se ne ha bisogno; l’energia viene quindi trasformata in un conto-energia con un unità di misura che sono centesimi di euro al kW/h prodotto che vengono scalati dalla bolletta. Se non si produce abbastanza per il proprio fabbisogno si darà all’Enel la differenza tra il consumato e il prodotto, se invece si produce più di quello che si spende il credito viene messo da parte. In passato il credito doveva essere consumato entro 3 anni altrimenti lo si perdeva, ora per fortuna non è più così e il credito è illimitato quindi viene comunque restituito tutto ciò che si produce.

SOLARE TERMICO
I pannelli termici servono per riscaldare acqua calda per uso domestico e l’’acqua viene accumulata in un serbatoio (in pratica un boiler). Bisogna considerare che l’acqua non raggiunge mai temperature molto elevate (30-40 gradi al massimo), quindi può essere utilizzata direttamente per uso sanitario, mentre per l’impianto di riscaldamento il calore non è sufficiente se si usano i termosifoni normali. L’acqua calda a 30-40° può comunque essere utilizzata se si prevede un impianto a pavimento, in quel caso l’acqua che scorre nelle serpentine non è mai al di sopra dei 40° quindi può essere utilizzata direttamente.


In questo caso gli incentivi statali riguardano l’I.V.A. agevolata al 10% e una detrazione IRPEF del 55% del costo dell’impianto, i soldi non vengono anticipati ma sono detraibili solo negli anni successivi con la produzione di tutta la documentazione, quindi bisogna fare attenzione ad avere fatture, quietanze ecc…, e la “detraibilità” varia in base al reddito… nel senso che si può detrarre solo un tot all’anno in base al reddito quindi i soldi si recuperano in un minimo di 3 anni ad un massimo di 10 anni. CONVIENE SOPRATTUTTO PER L’ACQUA SANITARIA, IL RISPARMIO VERO E’ NEL NON RICHIEDERE ELETTRICITA’ O GAS AI GESTORI PER SCALDARLA.

ENERGIA EOLICA
L’energia eolica è quella prodotta dal vento che viene opportunamente sfruttata per far girare le pale di un’elica accoppiata ad un generatore elettrico.
I generatori eolici possono essere di piccole dimensioni e di modesta potenza 0,5 -:- 5 kW (per esempio quelli usati sulle imbarcazioni, o quelli utilizzati in zone remote per alimentare piccoli insediamenti), oppure di media e grande potenza > ad 1 MW (per esempio gli impianti “off shore”).
Come per l’energia solare fotovoltaica le possibilità sono di due tipi, ossia: vendita diretta dell’energia (impianti con potenza > 20 kW), oppure lo scambio sul posto, anche se in quest’ultimo caso non sono previsti gli incentivi in conto energia.

ENERGIA IDRAULICA
Appartengono a questa categoria gli impianti “idroelettrici”, cioè quelli sfruttano i salti d’acqua per far girare delle turbine che a loro volta fanno girare i generatori elettrici.
Si ricorda che per quanto riguarda l’energia idraulica tutte le derivazioni d’acqua, superficiali e non, sono soggette a canoni annui di derivazione. Il canone è stabilito dalla Provincia competente per territorio e calcolata in relazione all’importanza del corso d’acqua.
Anche per l’energia idroelettrica valgono le considerazioni espresse per l’energia eolica, ossia impianti di piccola o piccolissima potenza e impianti di medio-grande potenza.
Analogamente l’energia prodotta può essere venduta o utilizzata con lo scambio sul posto, però senza incentivi.

ENERGIA GEOTERMICA
Si tratta di prelevare l’acqua dalle falde nel sottosuolo e di immetterla in circolo negli impianti di riscaldamento attraverso l’utilizzo di pompe di calore. Infatti, l’acqua del sottosuolo rimane in modo naturale ad una temperatura più elevata di quella dell’acquedotto, quindi occorre meno energia per portarla alla temperatura necessaria per il funzionamento dell’impianto di riscaldamento. Nelle zone termali è più facile perché i sottosuolo è più caldo a distanze medio basse dalla crosta terrestre c’è acqua calda in abbondanza,  quindi non occorre andare tanto in profondità per ottenere una quantità costante e sufficiente. Conviene avere una superficie di terreno abbastanza grande da poter “pescare” acqua da diversi punti dato che il problema è appunto quello di ottenerne sempre con costanza una quantità sufficiente.

ENERGIA DA FONTI BIOLOGICHE O BIOMASSE
L'energia da fonti biologiche si distingue attraverso le seguenti categorie:
1. Il biogas;
2. L’alcol etilico;
3. La pirolisi
1) Il biogas si ottiene sfruttando la “digestione” (fermentazione anaerobica attraverso l’attività di batteri), di sostanze organiche (ad esempio i rifiuti organici, liquami e/o escrementi umani e animali, la decomposizione e fermentazione di determinate sostanze vegetali e/o di liquidi) che danno origine a questo tipo di gas, il quale opportunamente sfruttato produce energia elettrica e calore. Il potere calorifero del biogas può variare da 5.000 a 6.000 kcal/m3;
2) L’alcol etilico o etanolo si ottiene dalla trasformazione biologica della cellulosa, l’amido e lo zucchero, attraverso processi di fermentazione del prodotto. L’alcol etilico può essere impiegato come carburante nei motori a combustione interna (benzina o diesel). Il potere calorifero dell’alcol etilico è di circa 6.000 kcal/kg;
3) Si tratta in sostanza della trasformazione in carbone vegetale della legna, la quale viene “bruciata” con particolari accorgimenti in assenza di ossigeno. Il potere calorifero del carbone vegetale è di circa 6.700 -:- 7300 kcal/kg contro i 3.500 -:- 4.000 della legna.